BAMBINI IN GUERRA
Ipertesto creato dagli alunni della Scuola Media "Salvo D'Acquisto" di Castel d'Aiano

Questi piccoli guerrieri sono gli ultimi discendenti di alcune tribù montanare che da secoli vivono a cavallo delle due nazioni. Sono tribù che portano nomi esotici, Karen, Shan, Mon: si considerano veri popoli e abitano queste giungle dalla notte dei tempi, prima ancora che Birmania e Thailandia diventassero degli Stati. Ma ora sono soltanto ospiti sgraditi da eliminare con ogni mezzo, ma anche con il genocidio. Nemici dei Karen sono i soldati dell'esercito dell'ex Birmania. Da più di un mezzo secolo, da quando l'ex Birmania ha ottenuto l'indipendenza dall'Inghilterra, i Karen sono oggetto di una feroce persecuzione. Ormai sono un popolo stremato che affida la sua battaglia per l'indipendenza a un esercito di ragazzini, strappati troppo presto dai giochi dell'infanzia. Bambini di quattordici, quindici anni, magri e laceri, costituiscono l'ossatura di questo "esercito", i "veterani". Accanto a loro, però, combattono anche piccoli di nove anni che in altri Paesi, neppure tanto distanti da queste giungle, dividerebbero il loro tempo tra i banchi di scuola e un pallone dietro il quale correre. Invece qui nel caldo soffocante della giungla, il loro unico svago è quello di pulire fucili d'assalto più grandi di loro in attesa della prossima battaglia. Nei loro sguardi non c'è la gioia che brilla negli occhi dei bambini di cui si circonda Jodie Foster nelle scene di Anna and the king. Sui loro volti si legge soltanto la muta rassegnazione a un destino segnato dalla morte e dal dolore, l'unico che abbiamo mai conosciuto.

Finora questi soldati bambini almeno un rifugio l'avevano: per sfuggire alle persecuzioni dell'esercito birmano, i Karen si rifugiavano oltre il confine, in Thailandia. Fu proprio il sovrano descritto nel film Anna and the king, re Mongkut, alla fine dell'Ottocento ad aprire le porte della Thailandia, che allora si chiamava Siam, anche alle popolazioni delle montagne della confinante Birmania. Grazie a re Mongkut e a suo figlio, il principe Chulalongkorn, l'allievo di Anna Leonowens, i thailandesi si sono abituati a considerare questi fieri montanari come dei compatrioti. Ma ora questa situazione si è ribaltata.Negli ultimi mesi i guerriglieri bambini di etnia Karen hanno colpito anche in Thailandia. L'ultima e più clamorosa azione è avvenuta quando un gruppo di dieci ragazzi armati, seguaci di due capi guerriglieri di appena dodici anni, i gemelli Johnny e Luther Htoo, hanno preso in ostaggio un intero ospedale a Ratchaburi, la città Thailandese più vicina ai loro rifugi. Il motivo dell'assalto era duplice: da una parte rifornirsi di medicinali per curare i commilitoni feriti, dall'altra sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma del loro popolo. La reazione del governo, di vedute molto aperte ma spietato in materia di ordine pubblico, è stata feroce. Le forze speciali dell'esercito hanno preso d'assalto un ospitale controllato in modo maldestro dai guerriglieri bambini.

Non uno dei sequestratari è sopravvissuto. Contemporaneamente reparti di artiglieria hanno iniziato a bombardare il campo di profughi dal quale erano partiti i ribelli. La conseguenza più grave di questo atto, però, è l'incrinarsi dei thailandesi di quel senso di solidarietà verso il popolo Karen che l'illuminata politica di re Mongkut e dei suoi discendenti aveva creato. "Abbiamo dato loro rifugio, cibo e protezione", ha dichiarato il generale Amporpist, capo di stato maggiore dell'esercito thailandese. "Questa è la moneta con cui si ripagano per la nostra ospitalità". Così per lo sparuto esercito dei guerriglieri bambini si è aperto un altro sanguinoso capitolo della loro tragica esistenza.Ma come si è arrivati a questa guerra che sta annientando i bambini di un intero popolo?

"Il conflitto tra i Karem e il popolo birmano ha radici antichissime", dice un funzionario del Karem National Union, il movimento dei guerriglieri Karem. Il funzionario parla soltanto a condizione di mantenere l'anonimato. Infatti, in passato è accaduto che l'esercito birmano, dopo aver appreso il nome delle persone legate al movimento di liberazione, non soltanto si è vendicato sui loro famigliari rimasti nei territori dell'ex Birmania, ma addirittura compiuto rappresaglie contro i villaggi di queste persone provenivano. I Karem si sono insediati nelle foreste a confine tra Thailandia e Birmania, intorno al 700 avanti Cristo. Siamo un popolo pacifico, di contadini e allevatori e discendiamo dallo stesso ceppo di mongoli. I birmani sono arrivati secoli dopo. Erano un popolo di guerrieri che ha conquistato la terra con la forza e ha impostato un sistema feudale.

"Le persecuzioni contro i Karen sono iniziati subito. Per secoli siamo stati perseguitati, deportati dai nostri villaggi e sterminati. Soltanto nell'800, durante la colonizzazione inglese, i Karem hanno goduto di un periodo di relativa tranquillità. Quando, nel 1948, il Paese, che allora si chiamava Birmania ha ottenuto l'indipendenza dall'Inghilterra, le persecuzioni sono ricominciate su vasta scala. "Il governo militare al potere a Rangon, la capitale della Birmania ha iniziato un'opera di sistematica "pulizia etnica" nei confronti di tutte le minoranze del Paese. I nostri villaggi sono stati distrutti, le donne violentate, gli uomini condannati ai lavori forzati o costretti a lasciare le loro case e trasferirsi in altre località del Paese. Il nostro unico rifugio finora è stata la Thailandia dove la nostra gente può organizzare la resistenza contro questo genocidio. Il nostro popolo, però, è allo stremo".

Che il popolo dei Karen sia davvero allo stremo lo dimostra proprio la composizione dell"esercito al quale è affidato il compito di contrastare le forze armate dell'ex Birmania. Gli adulti sono pochi e le sorti militari della guerriglia sono riposte in mano ad adolescenti e bambini. Un esempio inquietante è rappresentato proprio dal gruppo che ha condotto l'assalto all'ospedale Thailandese, che ha portato questa guerra dimenticata sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Il gruppo di ribelli, che si fa chiamare "L'esercito di Dio", è infatti guidato da due gemelli di dodici anni, Johnny e Luther Htoo. Nessuno sa chi siano i loro genitori ma i Karen, di religione cristiana, credono di essere stati inviati dal Cielo per guidarli verso la riscossa. Johnny Htoo, in particolare, sostiene di aver ricevuto direttamente da Dio il messaggio che porterà il suo popolo alla vittoria. La responsabilità del loro atto criminale, però, va cercata in chi ha educato questi bambini all'odio. Ora si è fatta ancora più disperata. Anche il Paese tollerante e sorridente di re Mongkut e Anna Leonowens, la Thailandia, ha girato loro le spalle e non offrirà più un rifagio dove potere dimenticare per un attimo gli orrori della guerra. Questi bambini ai quali l'odio ha strappato l'infanzia ora hanno perso anche l'ultimo rifugio. Per loro il futuro non va più in là della canna del loro mitra.

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